Vediamo brevemente perché la famiglia Romanov venne trucidata

Vediamo brevemente perché la famiglia Romanov venne trucidata
INFORMAZIONI SCHEDA
di

La crisi della Russia zarista era nata ancora prima dell'incoronazione di Nicola II, l'ultimo zar che visse il crollo della monarchia assolutistica tanto voluta dal padre e l'ascesa della futura Unione sovietica bolscevica. L'uccisione violenta di tutti i Romanov, quindi, fu solo una naturale conclusione ad anni di attacchi alla popolazione.

Secondo gli storici contemporanei, le radici che portarono alla caduta della Russia zarista possono essere individuate già dal regno di Alessandro III (1845-1894), padre di Nicola II. La sua politica autocratica limitò molto le libertà individuali, oltre ad indebolire le istituzioni politiche che dovevano rappresentare parte della popolazione, come la Duma.

Per quanto riguarda la politica estera:

  • Allentò i suoi antichi rapporti con la neo-Germania
  • Arrivò quasi ad un conflitto aperto contro il Regno Unito per una disputa di alcune colonie nell'Asia centrale
  • Strinse un'alleanza difensiva con la Francia, che doveva essere rafforzata con il matrimonio tra suo figlio Nicola e principessa Elena, figlia di Filippo d'Orléans (pretendente, all'epoca, al trono di Francia)

Sfortuna volle che Alessandro III si ammalasse e, alla fine, fu costretto a concedere la mano di suo figlio alla nipote della regina d'Inghilterra Vittoria, Aleksandra Fëdorovna. Dietro questo personaggio vi sono molte speculazioni. Si dice, per esempio, che, avendo dormito nella stanza di Maria Antonietta, il suo destino fosse stato già segnato.

Quando, nel 1894, lo zar di Russia morì, Nicola II, totalmente impreparato a diventare sovrano, venne incoronato e poco dopo si sposò con una donna che mai verrà amata né a corte né dalla popolazione.

Sull'esempio del padre, lo zar continuò la politica autoritaria: le proteste pacifiche, come la domenica di sangue del 1905, vennero repressero con la violenza e non riuscì mai ad avere un buon rapporto con la Duma, vista come un organo che minacciava la figura del monarca assoluto.

Quando nel 1914 la Russia decise di entrare nella Prima Guerra Mondiale, rispettando anche il patto difensivo stretto con la Francia, la popolazione civile venne decimata, il sistema alimentare collassò e con esso anche l'economia.

Fu una continua escalation di proteste e violenze che raggiunsero il loro apice nell'Ottobre del 1917, secondo il calendario giuliano, quando i bolscevichi destituirono il governo di Kerenskij. Nicola II, disperato, chiese asilo sia agli inglesi sia ai francesi - contando sul legame che univa la famiglia Romanov con queste due nazioni - ma gli venne negato.

Presi nel Palazzo d'Inverno di San Pietroburgo, i Romanov iniziarono il loro calvario da una località all'altra fino ad essere imprigionati in quella che i bolscevichi di Lenin chiamavano "La casa a destinazione speciale".

Anche se le condizioni di vita non furono tra i migliori, lo zar e la zarina non persero mai la speranza di essere liberati e poter fuggire all'estero. La pressione dell'Armata Bianca, i sostenitori della Russia zarista, divenne così forte che Lenin diede l'ordine di uccidere tutta la famiglia nel seminterrato.

La sera tra il 16 e il 17 Luglio del 1918, lo zar Nicola II, la zarina Aleksandra e i loro figli vennero brutalmente uccisi con più colpi di revolver. L'esecuzione durò persino più tempo di quanto prospettato, perché le principesse avevano vestiti imbottiti di gioielli preziosi che protessero più volte i loro corpi dai colpi dei soldati.

La popolazione civile e la comunità internazionale vennero avvisati solo dell'esecuzione dello zar, ma l'omicidio dell'intera famiglia reale venne tenuto nascosto fino alla caduta dell'Unione Sovietica, dando spazio a varie speculazione sulla sopravvivenza di alcuni figli.

FONTE: History
Quanto è interessante?
3
Vediamo brevemente perché la famiglia Romanov venne trucidata