Vediamo le date più importanti nella storia del diritto di voto degli Stati Uniti

Vediamo le date più importanti nella storia del diritto di voto degli Stati Uniti
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A partire dal 1776, con la Dichiarazione d'indipendenza americana, fino agli ultimi anni del XX secolo, la storia del diritto di voto negli Stati Uniti ha vissuto dei costanti cambiamenti. Proveremo oggi a delineare delle date chiave per poter approfondire meglio questo lungo percorso, caratterizzato da molteplici discriminazioni.

  • 21 Giugno del 1788

In questa data la Costituzione degli Stati Uniti d'America venne ratificata dal nuovo Parlamento indipendente. Seppur entrò in vigore un anno dopo, divennero noti immediatamente i criteri da seguire per poter ottenere il diritto di votare.

L'elettore perfetto doveva: avere 21 anni, essere bianco (la maggioranza, all'epoca, era di origini anglo-sassoni e protestante), possedere almeno una proprietà.

  • 9 Luglio del 1868

Dopo che la schiavitù venne abolita per volere di Abraham Lincoln, col 13esimo emendamento del 1865, e che la violenta guerra di secessione si concluse, si garantì a tutte le persone nate sul suolo americano la cittadinanza statunitense. Questo implicava, nella teoria, che tutti gli uomini, bianchi e neri, raggiunta la maggior età, potevano votare. Come vedremo, negli stati del sud, fino al 1965, questo principio non verrà rispettato per la popolazione di colore.

  • 18 agosto del 1920

Dopo anni di proteste, più o meno pacifiche, venne ratificato il 19esimo emendamento, che garantì a tutte le donne di 21 anni il diritto di voto. Anche in questo caso, tuttavia, le donne appartenenti a delle minoranze etniche vennero fortemente ostacolate dalle leggi di segregazione di ciascun stato - soprattutto negli Stati Uniti meridionali.

  • 2 Giugno del 1924

Il Congresso americano emana quello che passerà alla storia come la "Legge sulla cittadinanza indiana". Con questa si garantì il diritto di voto ai nativi americani, anche se, come sarà per gli afroamericani, questo atto non verrà sempre rispettato.

  • 17 Dicembre del 1943

Con l'entrata degli Stati Uniti in guerra, al fianco della Cina, Roosevelt decise di abrogare il Magnunson Act, che, de facto, aboliva la "Chinese Exclusion Act" ("Legge d'esclusione cinese") del 1882.

Quest'ultima era una secolare norma federale che vietava l'immigrazione dei lavoratori cinesi. Nel momento in cui questi poterono entrare, gradualmente, all'interno dei confini statunitensi dal 1943, i figli di immigrati di seconda generazione poterono acquisire la cittadinanza americana e, di conseguenza, poter votare.

  • 6 agosto del 1965

Come vi spiegammo quando vi parlammo del presidente Lyndon Johnson, nel 1965 venne ratificato il Voting Rights Act (la "Legge per il diritto di voto"). Questa, considerata oggi un cardine della legislazione federale, proibiva qualsiasi forma di discriminazione razziale al momento delle votazioni.

Venne ampliata dal Congresso nel corso degli anni, ma l'obiettivo principale rimase quello di garantire il rispetto, in tutti gli Stati Uniti, del 14esimo e 15esimo emendamento della Costituzione - soprattutto negli stati del sud.

  • 1 Luglio del 1971

A seguito dell'aumento di soldati sul fronte vietnamita in un'età compresa tra i 18 e i 21 anni, il presidente Richard Nixon decise di abbassare la maggior età per poter votare a 18 anni. Venne, quindi, emanato il 26esimo emendamento.

FONTE: History
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