Il veleno di questo curioso bruco potrebbe aiutarci contro le malattie

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La Doratifera vulnerans è un bruco endemico di gran parte del sud-est australiano, precisamente nella Toohey Forest Park del Queensland, a sud di Brisbane. Un gruppo di ricerca dell'Institute for Molecular Bioscience, lo ha studiato per il suo particolare veleno, che potrebbe essere promettente per l'uso farmaceutico ed antiparassitario.

Il dr. Andrew Walker, autore dello studio, ha affermato: "Ne abbiamo trovato uno mentre raccoglievamo insetti assassini vicino Toowoomba, e ci ha subito affascinato la sua strana biologia ed il suo particolare veleno. Il suo nome può essere infatti tradotto - portatore di doni delle ferite - in relazione alla sua tossina che causa forte dolore al malcapitato che viene morso".

Lo studio del dr. Walker ha scoperto che il bruco possiede infatti un veleno con una struttura molecolare molto simile a quello prodotto da ragni, vespe, api e formiche. Una fonte di peptidi bioattivi che potrebbero avere anche un'utilità in campo medico e biotecnologico.

"In precedenza, i ricercatori non avevano idea di cosa ci fosse nel veleno, o di come inducesse il dolore, la nostra ricerca ha rivelato che queste sostanze tossiche sono principalmente costituite da peptidi di una complessità sorprendente, contenendo addirittura 151 tossine diverse a base proteica e provenienti da ben 59 ceppi diversi" ha aggiunto il dr.Walker.

Il team di ricercatori, con le conoscenze amminoacidiche acquisite dallo studio, ha sintetizzato 13 tossine peptidiche e le ha utilizzate per mostrare il percorso evolutivo unico che la Doratifera vulnerans ha seguito per creare un veleno che inducesse dolore alle sue vittime.

Questo lavoro consentirà di produrre, quanto prima, nuove tossine per testarle in diversi modi. Alcuni peptidi già prodotti in laboratorio, come parte della ricerca, hanno mostrato infatti una capacità venefica molto elevata, con il potenziale per uccidere efficacemente sia i parassiti nematodi che infestano il bestiame, che i patogeni che causano malattie.

La ricerca, pubblicata sul National Academy of Sciences Acts, sblocca le conoscenze per una nuova fonte di peptidi bioattivi che potranno essere utilizzati in medicina, attraverso le loro capacità di influenzare i processi biologici, promuovendo la tutela della salute.

FONTE: PNAS.org
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