La vendita di TikTok diventa un affare di stato, la Cina: "furto dagli USA"

La vendita di TikTok diventa un affare di stato, la Cina: 'furto dagli USA'
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Mentre il presidente Trump ha chiesto una percentuale dalla vendita di TikTok a Microsoft, in quanto convinto che senza l'intervento della sua amministrazione non si sarebbe mai concretizzato l'affare, dalla Cina arriva un attacco frontale agli Stati Uniti.

Il ministro degli esteri cinese, Wang Wenbin, ha bollato la trattativa una "totale intimidazione" da parte del Presidente degli Stati Uniti, reo secondo la Nazione del Dragone di aver agito contro "i principi del mercato e quelli di apertura, trasparenza e non discriminazione del WTO".

Wenbin, infatti, ha accusato il tycoon di voler politicizzare questioni economiche e commerciali, ed usando la scusa della sicurezza nazionale intenderebbe "sabotare gli sforzi cinesi sul fronte tecnologiche".

Ma non è tutto, perchè in un editoriale pubblicato da China Daily la Cina ha affermato che "non accetterà in alcun modo il furto di una società tecnologica cinese".

Perplessità sull'accordo sono state espresse anche da Fred Hu, un investitore di ByteDance, il quale parlando con Reuters ha affermato che "un accordo forzato sotto il fucile di Washington potrebbe aprire le porte ad infinite controversie se dovesse portare ad un risultato sfavorevole per gli azionisti esistenti".

A far discutere maggiormente è il coinvolgimento diretto di Trump, che ha dato a Microsoft e TikTok 45 giorni di tempo per chiudere la trattativa altrimenti procederà con il ban del social network noto soprattutto tra i più giovani. Dalla Cina però arrivano dichiarazioni non certo rassicuranti per le parti.

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