È vero che i gatti arancioni hanno un comportamento unico? Ecco la verità

È vero che i gatti arancioni hanno un comportamento unico? Ecco la verità
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Una curiosa domanda si fa strada tra gli appassionati dei felini domestici: esiste un comportamento specifico associato ai gatti arancioni? Questa intrigante questione, che potrebbe sembrare solo una simpatica curiosità da social network, ha in realtà stimolato l'interesse della comunità scientifica.

La ricerca si concentra sul gene arancione, situato sul cromosoma X, responsabile della produzione di feomelanina, il pigmento che conferisce ai gatti la loro caratteristica tonalità arancione. Questo gene, legato al sesso, rende i gatti maschi arancioni più comuni delle femmine, a causa della loro configurazione cromosomica.

Tuttavia, la vera domanda è: questo gene influisce anche sul comportamento? Gli studi condotti finora hanno prodotto risultati contrastanti (ma è comunque risaputo che ricevono troppe coccole). Alcuni suggeriscono una possibile correlazione tra colore del mantello e personalità, ma senza fornire prove conclusive. Una ricerca del 2015, che ha esaminato le percezioni umane sulla personalità dei felini, ha rilevato che gli arancioni vengono generalmente considerati amichevoli e poco schivi, a differenza dei gatti bianchi, percepiti come più distaccati e tranquilli.

Queste osservazioni sono soggettive e potrebbero essere influenzate da come vengono rappresentati nei media, come nel caso di personaggi famosi come Garfield, spesso descritto come pigro e cinico. In termini di comportamento, la razza sembra giocare un ruolo più significativo rispetto al colore del mantello. Ad esempio, alcune sono più propense a sviluppare particolari comportamenti, come la pica nei Siamesi o Tonkinesi.

Insomma, mentre i gatti arancioni possono effettivamente mostrare comportamenti peculiari e affascinanti, non sembra esserci una correlazione diretta con il loro colore del mantello. Una cosa è certa: tutti loro amano il tonno per questo motivo.