Viaggi spaziali e cancro: uno studio smentisce il collegamento

Viaggi spaziali e cancro: uno studio smentisce il collegamento
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Un nuovo studio pubblicato oggi ha smentito la correlazione tra la radiazioni spaziali a cui vengono sottoposti gli astronauti durante i viaggi spaziali ed il rischio di morte a causa di patologie come cancro e di natura cardiovascolare.

Si tratta di un risultato sorprendente, dal momento che a lungo si è pensato che l'esposizione a radiazioni ionizzanti dannose potesse provocare danni anche permanenti agli astronauti, sotto forma di malattie mortali.

L'autore dello studio, Robert Reynods, ha però sottolineato che le missioni di lunga durata come quelle su Marte potrebbero essere pericolose e quindi provocare una contrazione della durata della vita.

Per trarre le conclusioni, il team di scienziati ha eseguito un'analisi statistica dei dati storici disponibili pubblicamente, ed ha esaminato i dati di 418 individui che hanno viaggiato nello spazio, tra cui 301 astronauti e 117 cosmonanuti.

Complessivamente sono state registrate 89 morti: 53 astronauti e 36 cosmonauti, per cause varie. Reynolds ed il suo team si sono concentrati solo sul cancro e le malattie cardiovascolari, in quanto si tratta di condizioni cliniche potenzialmente collegate all'esposizione alle radiazioni. Tra gli astronauti, il 30% è morto per cancro e meno del 15% per ragioni legate a malattie cardiache. Le statistiche sono ancora più varie per i cosmonauti, la metà dei quali è morto per patologie collegate al cuore ed il 28% per tumore.

L'analisi ha suggerito che si tratta di dati normali e non straordinari. Non è infatti stata trovata alcuna correlazione tra i viaggi nello spazio e le cause che hanno portato alla morte dei soggetti analizzati. Gli studiosi infatti sostengono che gli effetti non sono drammatici, anche in caso di esposizione a radiazioni ionizzanti.

La situazione però potrebbe cambiare in caso di viaggi spaziali nello spazio profondo. Quelle osservate sono "dosi base" di radiazioni in quanto gli astronauti e cosmonauti che hanno viaggiato nell'orbita bassa della Terra sono protetti dal campo magnetico del nostro pianeta.

FONTE: Gizmodo
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