Siamo più vicini a capire la natura dei raggi cosmici ultraenergetici

Siamo più vicini a capire la natura dei raggi cosmici ultraenergetici
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I raggi cosmici ad altissima energia sono un mistero per l'astrofisica moderna. Sono composti da particelle cariche, come il protone, a una velocità molto vicina a quella della luce, e non si conosce nessun oggetto che sia in grado di produrle. Grazie ai nuovi strumenti in progettazione, gli scienziati sperano di comprendere questo mistero.

Il Tunka Advanced Instrument for Cosmic Ray Physics and Gamma Astronomy (TAIGA) sta per lanciare un nuovo osservatorio, in grado di osservare i raggi gamma come mai prima d'ora. Queste osservazioni sono fondamentali per scoprire se l'origine di questo fenomeno sia un Blazar, un buco nero in accrescimento.

Grazie ai due strumenti installati, un gruppo di rilevatori (TAIGA HiSCORE) e un telescopio (TAIGA IACT), gli astronomi saranno in grado di rilevare e registrare la radiazione Cherenkov emessa dall'interazione dei raggi cosmici con l'atmosfera terrestre.

La radiazione Cherenkov è l'emissione di onde elettromagnetiche da parte di un materiale le cui molecole sono polarizzate da una carica in movimento, in questo caso dai raggi cosmici, nell'ipotesi che la velocità della particella carica sia più grande della velocità della luce nel mezzo.

L'osservatorio è in grado di rilevare, oltre alla radiazione Cherenkov, anche le Extensive Air Shower (EAS), cioè la cascata di particelle ionizzate prodotte dal passaggio di un raggio cosmico.

"Ad oggi il complesso è in costruzione, il numero di rilevatori e l'area di registrazione dati è in aumento. I metodi di registrazione, elaborazione e analisi sono in sviluppo, e la loro accuratezza sta raggiungendo il livello richiesto." afferma Igor Yashin, prefessore presso il MEPhI Institute of Nuclear Physics and Engineering.

L'origine dei raggi cosmici ad altissima energia, come quello prodotto dalla Nebulosa del Granchio, è uno dei misteri della scienza moderna; scoprire la loro origine potrebbe permettere all'umanità di creare una nuova fonte di energia. Degli acceleratori di particelle nello spazio potrebbero fornire particelle milioni di volte più energetiche di quelle prodotte da LHC.

FONTE: phys.org
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