Questo virus può causare sclerosi multipla, lo contrae il 95% della popolazione globale

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La sclerosi multipla è una malattia progressiva che colpisce 2,8 milioni di persone in tutto il mondo e per la quale non esiste una cura definitiva. Non è così semplice determinarne le cause; tuttavia, un importante studio recente mostra che una probabile causa è la infezione da un virus estremamente comune: il virus di Epstein-Barr o EBV.

L’analisi condotta da un gruppo di ricercatori della Harvard TH Chan School of Public Health e pubblicata su Science nella giornata di ieri, 13 gennaio 2022, parla chiaro: il virus di Epstein-Barr è uno dei principali sospetti responsabili dell’insorgere della sclerosi multipla. Per determinare questa connessione, i ricercatori hanno condotto uno studio su oltre 10 milioni di giovani adulti in servizio attivo nelle forze armate statunitensi, dove a 955 di questi è stata diagnosticata la sclerosi multipla proprio durante il servizio militare.

Prelevando campioni di siero ogni due anni dai soggetti partecipanti allo studio, la squadra di ricercatori ha scoperto che il rischio di sclerosi multipla è aumentato di 32 volte in seguito all’infezione dal virus di Epstein-Barr, mentre altri virus non hanno fatto notare alcun aumento del rischio.

Questa correlazione è interessante per vari motivi: come spiegato da Alberto Ascherio, professore di epidemiologia e autore senior dello studio, il virus di Epstein-Barr è un virus dell’herpes che colpisce il 95% degli adulti causando la mononucleosi e stabilendo un’infezione latente e permanente, causando la sclerosi multipla a circa dieci anni dall’infezione originale. Secondo Ascherio, questo ritardo sarebbe dovuto dalla mancata rilevazione dei sintomi nelle prime fasi, che renderebbe altamente difficile prevenire il degenerare della situazione una volta diagnosticata la sclerosi multipla. Tuttavia, un vaccino contro il virus di Epstein-Barr o l’utilizzo di farmaci antivirali specifici potrebbero prevenire la sclerosi multipla.

A proposito di quest’ultima malattia, nel giugno 2021 è stato scoperto che un aiuto per comprenderla viene dai nostri amici a quattro zampe.

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