Vivere nelle grandi città è un rischio: ecco lo studio sull'inquinamento

Vivere nelle grandi città è un rischio: ecco lo studio sull'inquinamento
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Secondo due recenti studi, pubblicati su The Lancet Planetary Health, circa l'86% delle persone che vivono nelle aree urbane di tutto il mondo, quasi 2,5 miliardi di persone, sono esposte a livelli di particolato nocivo.

Una condizione che ha portano alla morte prematura di circa 1,8 milioni di abitanti nel mondo, solo nel 2019. Inoltre, nello stesso anno, quasi 2 milioni di casi di asma, tra i bambini di tutto il mondo, erano attribuibili all'inquinamento da NO2 (biossido di azoto), di cui due su tre nelle aree urbane.

Il Dr. Robert Hughes, ricercatore clinico presso LSHTM ed il Children, Cities and Climate Project, ha dichiarato: "Questi studi importanti e tempestivi sottolineano l'urgenza di migliorare la qualità dell'aria urbana e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili dentro e fuori le nostre città".

"Basandoci sui risultati del rapporto preliminare del Children, Cities and Climate del LSHTM, le stime si aggiungono a prove crescenti che dimostrano che la decarbonizzazione delle città può migliorare la nostra salute e quella dei nostri bambini, riducendo allo stesso tempo il rischio di disgregazione climatica", ha concluso Hughes.

"Il miglioramento della qualità dell'aria sarà fondamentale per raggiungere gli obiettivi globali di salute e clima. Sebbene le politiche specifiche per poterlo fare variano da città a città. Un tema comune è che dobbiamo ridurre radicalmente l'utilizzo di combustibili fossili ovunque".

"Sarà sicuramente difficile abituarsi da un giorno all'altro, ma dobbiamo smettere di bruciare roba, soprattutto dove viviamo. Ciò include cercare di smettere di utilizzare esclusivamente benzina e diesel per alimentare le nostre auto, tentare di abbandonare il riscaldamento delle nostre case con combustibili fossili e decarbonizzare al più presto le nostre reti elettriche".

Sarà fondamentale che gli studi futuri esaminino le tendenze nel tempo e forniscano confronti regionali, mettendo in evidenza il quadro eterogeneo a livello mondiale. Poiché, anche se in alcune città la qualità dell'aria potrebbe evidenziare un graduale miglioramento, in molti agglomerati urbani si sta deteriorando, portando ad un numero sempre crescente di malattie legate all'inquinamento atmosferico, in particolare nei paesi a basso e medio reddito.

Purtroppo l'inquinamento atmosferico è un killer silenzioso e terribile, e come se non bastassero i pericoli ambientali che già conosciamo, una nuova forma di inquinamento è stata individuata negli ultimi anni.

FONTE: The Lancet
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