Vodafone annuncia: 1.130 esuberi in Italia, pari al 15% del personale

Vodafone annuncia: 1.130 esuberi in Italia, pari al 15% del personale
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Vodafone ha annunciato oggi di aver ufficialmente avviato un confronto con i sindacati del settore per discutere di un nuovo modello operativo che ha portato all'indicazione di 1.130 esuberi nel nostro paese.

In una nota diffusa dal gruppo inglese si legge che "dal piano emerge che la strutturale trasformazione del mercato e il drastico calo dei prezzi per la straordinaria pressione competitiva, in particolare nel segmento mobile, hanno portato ad una forte contrazione di tutto il settore delle telecomunicazioni. Anche per Vodafone l’effetto combinato di questi fattori ha comportato nell’ultimo anno una sensibile riduzione di fatturato e margini". I dirigenti a tal proposito auspicano in un dialogo costruttivo con i sindacati che, "come accaduto in passato, possa proseguire in modo costruttivo con l’obiettivo e l’impegno reciproco di individuare quanto prima soluzioni sostenibili per le persone e per l’impresa".

Vodafone rivendica anche di aver mantenuto nel corso degli anni una strategia costante d'investimenti nel nostro paese, basati sulla "superiorità di rete, qualità del servizio ed accelerazione digitale", senza dimenticare lo sviluppo di nuove reti e servizi per le imprese. L'azienda spiega a tal proposito che "la spinta verso modelli di business più agili e digitali rende necessaria una revisione dell’organizzazione e una radicale semplificazione del modello operativo per continuare ad investire, garantire la sostenibilità futura e tornare a crescere".

Nel complesso, Vodafone ed i sindacati dovranno discutere esuberi per 1.130 unità, una cifra elevata e pari al 15% del personale impiegato nel nostro paese. Il rappresentante sindacale SLC CGIL, Riccardo Saccone, ha preannunciato battaglia: "in forza dei passati accordi con Vodafone, per quanto ci riguarda non c'è motivo alcuno per dichiarare esuberi. Siamo disponibili a un confronto ampio per verificare la possibilità di percorsi di riconversione professionale e di efficientamento, ma non c'è spazio per azioni traumatiche ed unilaterali. Insieme a tutto il coordinamento delle Rsu valuteremo con attenzione cosa ci dirà l'azienda nel prosieguo del confronto e come sempre decideremo con i lavoratori il miglior percorso".

FONTE: adnkronos
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