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Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Science Advances ha analizzato il DNA di 136 persone che vivevano nel sud dell'Iberia, oggi Spagna e Portogallo, dal 3.000 al 1.500 avanti Cristo. Questa cultura durante questo periodo subì un cambiamento significativo, passando dall'età del rame all'età del bronzo.

Lo studio ha esaminato i cambiamenti culturali delle popolazioni del Mediterraneo orientale e ha ricostruito i volti delle persone che hanno vissuto questo periodo. Oltre a un cambiamento culturale, questi umani vissero anche un forte cambiamento dinamico nella composizione genetica della loro popolazione (lo sapete che la gente del Mediterraneo venne aiutata dalla polvere?).

Nella seconda parte dello studio Joana Bruno, studentessa di dottorato presso l'Università Autonoma di Barcellona, ha creato delle ricostruzioni facciali digitali di persone sepolte a La Almoloya, un importante insediamento di questa cultura. Lo studio ha scoperto che i maschi sembravano avere legami più forti con gli "antenati legati alla steppa", mentre le femmine discendevano principalmente da antenati locali (a proposito, Pavlopetri è la più antica città del Mediterraneo).

É stato notato un forte cambiamento genetico della popolazione, ma non è chiaro cosa abbia causato questo cambiamento; si sospetta che sia correlato a qualche forma di catastrofe, che si tratti di una pandemia o di un cambiamento climatico. "É probabile che molti fattori abbiano avuto un ruolo dominante", ha dichiarato infine il professor Roberto Risch, autore senior dell'Università Autonoma di Barcellona.

FONTE: iflscience
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