YouTube, l'algoritmo non viene influenzato dai dislike? Le rivelazioni di una ricerca

YouTube, l'algoritmo non viene influenzato dai dislike? Le rivelazioni di una ricerca
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Dopo l'introduzione dei blocchi di pubblicità non-skippabili su YouTube, l'azienda è ora al centro delle polemiche per un'altra questione molto chiacchierata tra gli utenti. Stiamo parlando del sistema di dislike e video consigliati di YouTube, che secondo uno studio non funzionerebbe proprio a dovere.

Secondo un rapporto dei ricercatori di Mozilla, infatti, l'algoritmo di YouTube per i video consigliati non potrebbe essere in alcun modo "manipolato" dall'utente per non mostrare più determinati tipi di video, magari quelli non più corrispondenti ai gusti dello spettatore. In altre parole, anche i video che ritenete noiosi o che non guardate più da tempo potrebbero finire tra i vostri "consigliati" solo perché in passato li avete visti una o più volte.

Secondo Mozilla, il problema alla base dell'algoritmo starebbe nell'inefficacia dei pulsanti di "dislike" come sistema per suggerire a YouTube che una tipologia di video non piace all'utente. In particolare, la ricerca spiega che, anche "promuovendo" con un like i contenuti ritenuti interessanti e "bocciando" con un dislike quelli considerati noiosi, l'"algoritmo riesce a prevenire solo metà delle raccomandazioni indesiderate" dall'utente.

Il rapporto si basa sull'estensione RegretsReporter, che permette a chi utilizza YouTube di "donare" i propri consigli di visione a Mozilla, che poi li utilizza per le sue ricerche di mercato: la compagnia ha spiegato di aver analizzato milioni di report diversi provenienti dall'estensione, perciò pare che i risultati della ricerca siano particolarmente affidabili. Il risultato principale dello studio è che la piattaforma si basa molto più sulla raccolta e sull'analisi "passiva" dei dati dell'utente che sulle sue reali raccomandazioni all'algoritmo tramite le varie interazioni presenti sulla piattaforma, come il pulsanti "dislike", "non mi interessa" e "rimuovi dalla cronologia delle visualizzazioni"

Secondo Becca Ricks, una Senior Researcher di Mozilla, "YouTube e molte altre piattaforme operano basandosi molto sulla raccolta passiva dei dati, sulla quale vengono costruite poi le preferenze degli spettatori. Si tratta di un modo paternalistico di operare, perché permette alle aziende di fare scelte per conto degli utenti. Basterebbe chiedere alle persone cosa vogliono vedere e cosa no sulla piattaforma".

FONTE: Engadget
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