Zoom si prepara ad introdurre la crittografia end-to-end ma non per tutti

Zoom si prepara ad introdurre la crittografia end-to-end ma non per tutti
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Zoom ha confermato che non offrirà la crittografia end-to-end per gli account gratuiti. La scorsa settimana, il consulente per la sicurezza della società, Alex Stamos, ha rivelato di essere a lavoro per migliorare alcuni aspetti legati alla sicurezza ma esclusivamente per coloro che hanno sottoscritto un abbonamento.

Nelle ultime ore, il CEO di Zoom Eric Yuan lo ha confermato. La mossa ha sollevato parecchie polemiche, in quanto è stato messo sotto accusa il comportamento di Yuan, che sembrerebbe voler mantenere a tutti i costi ottimi rapporti con le autorità.

Nell'ultimo annuncio sui risultati finanziari registrati dalla società, Yuan, infatti, ha dichiarato: "Gli utenti che dispongono di un piano gratuito non potranno sfruttare la crittografia end-to-end, in quanto siamo interessati a collaborare con l'FBI e le forze dell'ordine locali, nel caso in cui alcune persone utilizzino Zoom per scopi illeciti”.

Tuttavia, Stamos ha chiarito che l'affermazione di Yuan non è stata interpretata correttamente, spiegando su Twitter, in maniera più dettagliata, perché Zoom abbia preso questa decisione. Secondo Stamos, Zoom si trova a dover gestire un "difficile equilibrio" cercando di migliorare le garanzie sulla privacy e "riducendo il rischio che l’uomo possa usare questa piattaforma in maniera sbagliata” con discorsi basati, ad esempio, sull'odio o sul divieto di esposizione dei bambini come accaduto in passato.

Coloro che sono coinvolti in questo tipo di attività utilizzano principalmente un account gratuito con indirizzi e-mail creati solamente per questo specifico scopo ed un livello di crittografia più basso consentirà a Zoom, con l'assistenza delle forze dell'ordine, di agire contro i trasgressori. Concludendo, Stamos osserva: “Questa scelta eliminerà tutti gli abusi? No, ma poiché la stragrande maggioranza dei danni proviene da utenti registrati con false identità, ciò creerà attrito e potrà ridurre i danni". Ha inoltre ribadito che Zoom non monitora ciò che accade durante le riunioni svolte tramite la piattaforma e "non lo farà in futuro". Inoltre, ha affermato che non viene effettuata alcuna registrazione.

Zoom ha affrontato una serie di sfide negli ultimi tempi, in gran parte collegate ad una sua enorme diffusione a seguito dello scoppio della pandemia da Coronavirus. Poiché ora, la piattaforma viene sempre più utilizzata da persone interessate a svolgere attività illegali, la società, come tutte le altre del mondo tech, dovrà trovare un equilibrio tra garantire una sicurezza adeguata per i suoi utenti ed un meccanismo in grado di estirpare i malintenzionati e questa scelta potrebbe essere il primo passo.

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